“L’inferno è lastricato di Buone Intenzioni”
Ecco, l’ho fatto un altro blog. Come sempre, il momento peggiore e impaginare, le parole vengono da sole, ma la facciata del libro è fondamentale. Non una volta sola ho lasciato il capolavoro sul banco per una disgrazie di copertina. E adesso? Cosa ne faccio? Cioè, avevo sul serio bisogno di un altro Blog?Li ho messi in fila, ho fatta la conta e di quelli che ricordo aver scribacchiato ne mancano almeno 3. C’era quello di poesie tutte d’amore di qualcosa o qualcuno, c’era quello di invettive con belle fotografie, c’era quello un pò e un pò che manco mi ricordo come mi ero chiamata. In tutti c’ero io. Qualcuno ha persino funzionato a mozzichi, che quando non hai obiettivi “alti” allora basta che qualcuno ti dia il buongiorno e sembra che già si sia sulla cresta dell’onda. Il piacere maggiore resta la autoreferenzialità. Il sacrosanto ” me la canto e me la suono”. Poi si diventa grandi. Così pare. E diventando grandi un poco di coraggio di far le cose per bene uno se non ce l’ha, alla faccia di DonAbbondio, se lo deve dare. Quindi mi armo. Mi vesto a festa e vado alla Sagra della Buona Volontà. Mi impegno, lo giuro. Metto qui tutto, mi comporto da grande. Non disprezzo niente che io abbia scritto con gusto. Rifaccio la punta ai coltelli e metto in fila i miei soldatini. Cosa può venirne fuori? E che sono la custode della mia coscienza io?
m.c.
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