“Ooo-oo-hoo-hoo-. oo oo-oo-oo-oo-oo-oo-ooo” (Babbo Natale aka Santa Klaus)
A me, persa la magia del Natale resta la malinconia. Ieri in macchina pensavo a quando Natale era qualcosa in più del 25 dicembre. M’è venuta nostalgia. Natale era Babbo Natale, la speranza che quel regalo speciale arrivasse e la gioia dei pacchi anche quando poi non arrivava proprio quello ma un surrogato. Poi mia cugina una notte ha alzato la tovaglia sotto ad un triste presepe e mi ha fatto vedere tutti quei pacchetti. “Lo sapevi, vero?” e io prontamente mentire “Certo” e avevo voglia di piangere. Natale era il miracolo della nascita, il Bambinello sacrificato, Maria gravida senza sesso, la recita a scuola, dove io partecipavo giocando il ruolo del muschio. La messa di mezzanotte che bisogna vestirsi bene. Poi a 15 anni sono diventata atea. La Chiesa è peggio di una S.P.A., più ladrona di Roma ladrona, più corrotta di un politico, più subdola della televisione. Non prego più, non credo alle scuse che ci si inventa per coprire un adulterio, ogni 24 sera faccio la battuta “Andiamo a messa?” e tutti giù a ridere. Natale è un momento magico finchè si crede a quel tipo di magia. Io non credo che nessuno sia più buono in questi giorni, anzi, senza lavoro, al freddo, incerti, sento che tanti provano prurito al chiccerone proprio come me. Non ho un albero in casa, odio i babbonatali che si arrampicano, non mi piace il panettone. Me ne frego del tacchino ripieno, sono vegetariana. La Tombola l’ho odiata sin da subito, non faccio regali. Cioè, non faccio molti regali, se non alle persone che credo ci resterebbero male. Quando non è Natale invece fare regali mi diverte, riceverli pure. La mia consapevolezza mi intristisce e la serie di film natalizi dai buoni sentimenti mi fa tenerezza, qualcuno pure lo guardo. Come comportarsi allora? Fare una eccezione alla propria ragione o difendere strenuamente la propria scelta di essere pensante e strozzare con le proprie mani il primo che ti manda gli auguri? Visto che sono antiviolenta e ormai avrei già dovuto avere le mani sporche di parecchio sangue, Natale sarà compromesso, anche quest’anno. Continuo a pensare tutto quello che penso ma lo faccio avvolta in carta da regalo. Lo trasformo in un modo per dire grazie a quelli che pur mi si sopportano anche se da lontano, anche se per pochi secondi l’anno e lo fanno con affetto. Faccio diventare questa data dispari non una festa religiosa e consumistica ma un modo per pensare di più a tutte quelle persone che mi fanno la vita piacevole. Natale è un modo per non dimenticarmi di essere sciocca ogni tanto, offrendomi quei film leggeri senza messaggi da capire. Tipo “Una poltronaX2″ che non ho mai capito che c’entra.
Regalo un pensiero agli amici che hanno reso possibile andare oltre i momenti grigi dell’anno, che mi hanno accolto quando non avevo dove andare, offerta una birra e una chiacchierata, insegnata qualcosa. Sono tanti. Dappertutto. I soliti meravigliosi e gli incontri casuali e gli ultimi allegri acquisti. Natale mi ricorda di una famiglia, insopportabile come tutte le famiglie, ma alla fine sempre lì, mia. Lettere non ne devo scrivere che ho ricevuto tanto anche quest’anno e visti i fianchi larghi neanche il mangiare mi è mancato. Questa è la mia magia del Natale. Se poi ci fosse un qualche incantesimo per farmi governare il mondo e cambiare quelle cosette che mi fanno schifo ( situazione italiana, ambiente, lavoro, razzismo, maltrattamenti di vario genere etc) bhè…se entro 5 minuti Bambino Gesù mi si presenta con una lampada da strofinare con dentro una decina di desideri …. giuro che torno in chiesa senza pensare di farne un ospizio per senza tetto o un canile per trovatelli di strada…. o almeno ci provo.
Buon 25 dicembre
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